La verita' detta. Testimonianze sul Pasolini politico

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La verita' detta. Testimonianze sul Pasolini politico

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Si avvisano i nostri lettori che il libro è già esaurito. Qualora decideremo di procedere ad una seconda edizione vi informeremo tramite la nostra newsletter. Grazie!

Il quarantennale della morte di Pasolini cade in una fase del nostro Paese che in molti definiscono di “catastrofe culturale” (e politica, economica, umanitaria). Ponendosi in relazione con l’oggi, il libro propone una serie di testimonianze inedite sul Pasolini “politico”, spesso in contrasto con la sinistra ufficiale. Il curatore Enzo De Camillis – autore del documentario Un intellettuale in borgata, dai cui materiali questo libro deriva – ripercorre le posizioni pasoliniane attraverso le voci di artisti ed esponenti politici: Otello Angeli, negli anni ’60 dirigente CGIL e segretario della sezione del PCI di Cinecittà; Goffredo Bettini, dirigente, nei ’70, dei Giovani Comunisti di Roma; Gianni Borgna, Stefano Rodotà, Vincenzo Vita; lo storico dell’arte Antonio Del Guercio; i registi ANAC Citto Maselli, Nino Russo, Ugo Gregoretti, Maurizio Ponzi; Renato Parascandolo, ex giornalista RAI; due testimoni dal set di Salò: Pupi Avati, lì sceneggiatore, e lo scenografo Osvaldo Desideri, lì arredatore. Infine i ricordi “monteverdini” di due “ragazzi di vita”, “er Pecetto” e “er Gallinella”, che raccontano il rapporto di Pasolini con la borgata Donna Olimpia, le partite di calcio, i bagni nel Tevere, gli insegnamenti di quell’uomo che «spiegava cose che tu non avresti mai potuto pensare».


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«La regressione culturale che oggi stiamo vivendo è esattamente l’opposto dello
spirito che Pasolini cercava di introdurre nella società italiana. […] Quando dico che
la cattiva politica è figlia della cattiva cultura, non dico semplicemente che i politici
non leggono libri o non vanno al cinema, ma che c’è una grande responsabilità della
cultura. Il ricordo di persone come Pasolini, De Sica, Visconti non è nostalgia. È voler
capire come una società possa produrre buona cultura e buona politica»
                                                                                                       
                                                                                                     Stefano Rodotà

«Ripenso all’estate, andavamo a fare il bagno al fiume, all’attuale ponte Marconi, ma
all’epoca il ponte non c’era, c’erano i piloni. Mi ricordo che una volta ho attraversato
il fiume insieme a lui, voleva andare sull’altra riva a prendere un grappolo d’uva per
darlo a uno di noi»
                                                                                                Silvio Parrello (“er Pecetto”)


Enzo De Camillis nasce a Roma e studia all’Accademia di Belle Arti. Nel ’77 comincia a lavorare
nel cinema come assistente scenografo di Dante Ferretti, per un film di Luigi Zampa. Oggi ha
all’attivo oltre sessanta film. Ha collaborato con registi quali Sergio Corbucci, Giovanna Gagliardo,
Giancarlo Giannini, Neri Parenti, Francesco Rosi, Pasquale Squitieri, Steno, Maria Sole
Tognazzi, Giuseppe Tornatore. Nell’87 ottiene il premio Qualità per la scenografia dal MiBac e
dall’Istituto Luce per il film Il coraggio di parlare. Nel 2009 esordisce nella regia con 19 giorni
di Massima Sicurezza, al quale segue, nel 2011, Uno studente di nome Alessandro, premiato ai
Nastri d’argento. È del 2014 il lungometraggio Un intellettuale in borgata, dedicato a Pasolini,
premiato in vari festival nazionali e al festival internazionale “Libero Bizzarri”.