ESILIO, MEMORIA, UTOPIA. OMAGGIO A MARC SCIALOM


Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo di Roma Capitale-Istituzione Biblioteche di Roma

Casa della Memoria e della Storia

in collaborazione con edizioni Artdigiland (Dublino) e
Film Flamme - Polygon Etoilé (Marsiglia)

presenta

Esilio, memoria, utopia.
Omaggio a Marc Scialom

a cura di Silvia Tarquini

4 febbraio 2015
Casa della Memoria e della Storia
via San Francesco di Sales, 5, zona Trastevere, Roma

ore 18.00 presentazione volume Marc Scialom. Impasse du cinéma.
Esilio, memoria, utopia / Exil, mémoire, utopie (Artdigiland)

intervengono: Sivlia Tarquini, Aude Fourel
coordina: Maurizio Carrassi


a seguire proiezione del film Lettre à la prison
di Marc Scialom (1969)

in lingua originale francese con sottotitoli (durata: 70’)

Marc Scialom, ebreo di origini italiane, toscane, poi naturalizzato francese, nasce a Tunisi nel 1934. Dopo le persecuzioni naziste nel ’43 in Tunisia, le ripercussioni sugli Italiani, meccanicamente associati al fascismo nel periodo dell’“epurazione”, e la strage di Biserta (1961), si trasferisce in Francia. La sua vita si intreccia, “mancandola”, con la storia del cinema: a Parigi il lungometraggio Lettre à la prison (1969-70), realizzato senza un produttore e quasi clandestinamente, non è sostenuto dai suoi amici cineasti, tra cui Chris Marker. Si tratta di un’opera poetica sulla perdita di identità culturale e personale di un esule arabo in Francia, che mette indirettamente il dito nelle piaghe di colonialismo e razzismo; è girato tra Tunisi, Marsiglia e Parigi. Deluso, Scialom chiude il film in un cassetto. Torna alle sue origini, allo studio della lingua e della letteratura italiane. Traduce la Divina Commedia (Le Livre de Poche, 1996). Dopo il ritrovamento di Lettre à la prison, il restauro e la presentazione nel 2008 al Festival International du Documentaire di Marsiglia, dove ottiene la Mention spéciale du Groupement National des Cinémas de Recherche, Scialom torna al lavoro cinematografico con un nuovo film: Nuit sur la mer (2012). 

Il volume MARC SCIALOM IMPASSE DU CINEMA. Esilio, memoria, utopia / Exil, mémoire, utopie, in parte bilingue, curato da Mila Lazic e Silvia Tarquini, restituisce alla storia del cinema la memoria storica e cinematografica cristallizzata nell’avventura, in senso antonioniano, del suo autore. Molti gli approcci e i collaboratori. Mila Lazic intervista Scialom raccogliendo notizie sulle sue origini italiane e sui suoi inizi; Roberto Silvestri offre il background storico della sua biografia attraverso la storia del cinema militante nordafricano, e parla del corto La parole perdue come di un capolavoro; Dario Marchiori allarga a tutta la produzione letteraria e scientifica di Scialom il suo intervento sul film “dantesco” Exils; Alessandro Capata analizza il campo particolare del lavoro di Scialom come traduttore di Dante; i densissimi testi di Marc Scialom e Saad Chakali, rispettivamente, raccontano la straordinaria vicenda della lavorazione di Lettre à la prison e il “sentimento” dell’esilio e dell’oppressione postcolonialista e razzista del film; Federico Rossin ricontestualizza il linguaggio filmico di Lettre à la prison nell’ambito del cinema coevo; Silvia Tarquini si occupa soprattutto del nuovo film Nuit sur la mer, con interviste a Scialom e a sua figlia Chloé, co-sceneggiatrice del lavoro, e con un saggio sull’adozione da parte di Scialom della figura di Ulisse, l’errante, come archetipo in cui iscriversi per arrivare a parlare della propria matrice ebraica.

Completano il volume le testimonianze di Chloé Scialom, a cui dobbiamo il ritrovamento di Lettre à la prison, e quelle dei cineasti Jean-François Neplaz e Giuseppe Spina (Nomadica), che raccontano il processo per arrivare al restauro, avvenuto nell’ambiente del cinema indipendente e “dal basso”. La prefazione di Marco Bertozzi cita Alberto Grifi, Chris Marker e Jean Rouch, filmmaker “spaesati”, incessantemente alla ricerca, attraverso il cinema, di un “contatto” con la realtà.
 

Mila Lazic drammaturga, dopo il periodo jugoslavo legato al cinema e al teatro, realizza e cura eventi culturali in Italia, prevalentemente legati al territorio ex jugoslavo e balcanico. È fondatrice e coordinatrice dell’Associazione culturale Anno uno e del Festival internazionale del cinema e delle arti I Milleocchi di Trieste, e ideatrice del progetto Cinema con i giovani. Con Comunicarte edizioni ha curato i volumi Mare inquieto di Helena Klakocar (2010) e Radovan Popovic: Ivo Andric (2012).

Silvia Tarquini dottore di ricerca, lavora in Cineteca Nazionale. Scrive di cinema, video, performance, arti visive. Ha curato i volumi L’inganno più dolce. Il cinema di Alberto Lattuada, Centro Sperimentale di Cinematografia, 2009; La luce come pensiero, Editoria & Spettacolo, 2010; Fabrizio Crisafulli. Un teatro dell’essere, Editoria & Spettacolo, 2010. Autrice di numerosi saggi in volume (tra cui scritti su Wim Wenders, Cesare Zavattini, Valerio Zurlini, Toni Servillo). Ha collaborato con riviste quali «Bianco & Nero», «Arte e critica», «La Furia Umana». È direttrice editoriale Artdigiland.

 Artdigiland è un progetto editoriale multimediale che ha come obiettivo quello di lavorare con saggi e interviste sulle più interessanti realtà artistiche contemporanee. L’attività editoriale offre – attraverso l’editoria digitale e il broadcasting – anche videointerviste. Le interviste a Marc Scialom, registrate in video HD saranno a breve offerte su Artdigiland.com. Il libro dedicato a Scialom è in distribuzione on-line, in formato cartaceo, su Amazon.it.