NOSTALGHIA: raccontato dall'autore della fotografia Giuseppe Lanci

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NOSTALGHIA: raccontato dall'autore della fotografia Giuseppe Lanci

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«Tra le cose che mi hanno stimolato di più parlerei della “fotografia dinamica”, qualcosa che non avevo mai visto prima di allora. Consiste nella possibilità di modificare la luce all’interno di un piano sequenza, non per motivi naturalistici – nel senso che se accendi una luce chiaramente l’illuminazione si modifica – ma per aggiungere un’emozione all’immagine, per suggerire modulazioni emotive. Durante i mesi precedenti la lavorazione, Tarkovskij mi aveva detto: “Mi piacerebbe fare dei cambi di illuminazione all’interno della stessa sequenza. In parte ho già accennato in Stalker questo tipo di fotografia, ma non in modo consistente”. È stata una delle poche richieste specifiche di Andrej, sulla quale abbiamo lavorato da prima che iniziassero le riprese. Abbiamo trovato le risposte tecniche che ci permettessero di girare in tranquillità, ci siamo dotati di tutti i mezzi necessari. Solitamente non sfruttiamo il fattore tempo in ripresa perché cerchiamo di girare sequenze che non presentino differenze dal punto di vista fotografico, per facilitare l’assemblaggio di inquadrature fotograficamente coerenti in fase di montaggio. Tarkovskij, invece, riteneva assolutamente interessante sfruttare il fattore temporale del piano sequenza, all’interno del quale si permetteva di modificare la luce, modulando emozioni e significati e aggiungendo così valore all’inquadratura. Voleva dei cambiamenti che non corrispondessero necessariamente a un processo esterno o ad una azione fisica». (Giuseppe Lanci)

Giuseppe Lanci si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; giovanissimo collabora a I pugni in tasca di Marco Bellocchio, anche lui allievo del Centro. Lavora come operatore di macchina a fianco di Tonino Delli Colli e Franco Di Giacomo. Debutta come direttore della fotografia con Salto nel vuoto, ancora di Bellocchio, e con questo regista inizia una delle sue collaborazioni più durature. Stabilisce sodalizi artistici anche con i fratelli Taviani e Nanni Moretti. Lavora con altri grandi registi italiani e non: Bolognini, Magni, Wertmüller, Von Trotta, Cavani, Del Monte, Greco, Piscicelli, Archibugi, Luchetti, Benigni, Franchi... Accanto a Tarkovskij per Nostalghia vive una delle sue esperienze più significative, sia dal punto di vista artistico che umano